giovedì 6 dicembre 2007

La sacra historia de lo magnereccio maniero de Montechiaro (1)

Ecco, mi tocca già smentire quello che ho detto poco più giù ;)
Vi avevo annunciato delle
foto in questo post, ma poi, da vero smanettone quale sono, ho deciso di aprire un account su Flickr e mi sono fatto la mia bella badge (spero si chiami così) con tutte le immagini in rotazione, così ve le potete gustare tutte insieme... non sono in perfetto ordine spaziale, ma non credo sia un gran problema.

In questo lungo periodo di attività, in molti mi hanno chiesto come mai non avessimo aperto un "agriturismo" o un "ristorante" e volevano sapere come mai la scelta sia caduta sulla dicitura - meno sentita da queste parti - di "
trattoria".

Beh, nulla di più semplice: innanzitutto perchè lo
spazio limitato (due salette da 28 e 20 coperti circa) caratterizzava enormemente l'intimità del luogo... di solito in trattoria si mangia come in casa propria, protetti dalle robuste mura domestiche e in un ambiente informale e tranquillo. Anche la conformazione stessa del locale - e di tutta la struttura dell'edificio- si addice meglio alla trattoria che al "borghese e lussuoso" ristorante: pavimentazione in cotto, travi di legno centenari, mattoni a vista con strane firme (ce ne sono alcuni sul soffitto che hanno stampate zampate di cani o galline) e muri spessi (cioè fresco in estate e caldo in inverno).
Ma, cosa ancora più importante, la decisione di preparare dei
piatti tipici legati alle tradizioni del territorio.
A casa una volta si faceva
il polentone? E noi lo facciamo, visto che al giorno d'oggi, sempre più stressati non abbiamo manco il tempo di farci una bruschetta con olio e sale.
E così abbiamo arricchito il solito menù con dei
piatti particolari: trippa, baccalà con patate, fagioli e cotiche, "quadrucci" coi ceci, spezzatini, polente e tanto altro. Nei prossimi post entreremo più in dettaglio su questi e altri piatti, magari descrivendone anche le origini e la storia, oltre che alla ricetta.

(continua...)

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